Perché i bambini al museo? Federico

Comincio con il contributo di Federico (“due righe di stupidaggini ‘libere e senza impegni’!”) una “rubrica” dedicata a un tema che forse così scontato non è: perché portare i bambini al museo?

È una riflessione che mi è stata suggerita dalle prime persone a cui ho parlato del blog, e che ho pensato non solo di chiarire personalmente (più avanti), ma anche di affrontare con il contributo di altre persone (perciò sarei contento di ricevere altre considerazioni ed esperienze).

Si portano i bambini al museo perché si crede nel ruolo di questa istituzione? Si vuole condividere l’esperienza con i figli? Non si sa dove metterli? Lo chiedono i figli stessi?

Come disse lo scrittore V.V.Nabokov: “La curiosità è insubordinazione allo stato puro”.

Penso che sia stato questo incitare alla curiosità che mi spingeva a portare mio figlio nei musei.

Musei storici ed importanti ma anche musei piccoli e bizzarri (ricordo fuori la città medioevale di Carcassonne un “museo”, sotto una tettoia di un venditore di souvenir, con un enorme plastico di un assedio alla città, con tanto di soldatini e ricostruzioni accurate, biglietto d’ingresso e tenda di velluto rosso).

Educazione alla curiosità come istinto irriducibile di presenza nel mondo, da qui lo sviluppo di un senso critico onnipresente, caustico ma anche ironico. 

Curiosità, senso critico, ironia. La mia Santa Trinità. Per sopravvivere al mondo, il mondo materiale creato dal Dio Malvagio (secondo la teologia catara).

Non ricordo particolari difficoltà ad accedere, forse perchè all’epoca del passeggino preferivamo portarlo all’aria aperta (il bambino, non il passeggino!).

Entrare nei musei con bimbi molto piccoli sottende, penso, ad un bisogno dei genitori di fare le “cose di prima” anche coi pargoli.

Ma non è più come prima, e non lo sarà mai più. E non lo dico in senso negativo, anzi.

Poi, ad una età intermedia, bisognerebbe anche valutare la personalità individuale, perchè forzare un ragazzino a sopportare tediose mostre; e perchè, cercando di incuriosirlo, trasformare i musei in “sale giochi”?

Ovviamente sono considerazioni di un genitore, frutto di esperienze individuali (ed anche abbastanza remote).

Federico Zenoni

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