Baby Pit Stop nei musei

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“Tetada” al Prado

Qualche anno fa un gruppo di mamme protestò, figli al seno, con un sit in di fronte alla Maja Desnuda al Prado di Madrid perché una donna, mentre allattava il bimbo, era stata invitata ad andarsene nella cafeteria o nei bagni .

Nel web si trovano anche notizie più recenti di allattamenti vietati, come durante una mostra a Brescia nel 2011 o alla Pinacoteca di Brera a Milano nel 2014.

Quello che è accaduto in questi musei in realtà è la stessa situazione che si verifica ordinariamente nella società italiana: sebbene non esistano leggi che vietano l’allattamento in pubblico, molte donne sono talvolta invitate o costrette a nascondersi quando devono occuparsi dei figli.

L’UNICEF ha intrapreso una campagna per istituire nei luoghi pubblici i baby pit stop, tra cui sono compresi anche i musei.

baby-pit-stop 1Il termine pit stop è in uso nel mondo della Formula 1 e indica un’area di sosta per il rifornimento veloce di carburante, cambio di ruota, ecc. Il baby pit stop per le mamme e i bambini è invece un’area allestita di una struttura materno infantile e di un esercizio o spazio pubblico, dove sarà possibile “fare il pieno di latte e il cambio di pannolino”. Una mini area ristoro dove la mamma che allatta sarà la benvenuta e dove saranno garantiti accoglienza, riserbo e discrezione.

Non sono molti i riscontri che ho trovato.

La Regione del Veneto ha sottoscritto il 17 giugno 2014 un Protocollo d’intesa con l’UNICEF per promuovere la creazione di aree baby pit stop in biblioteche e musei, ma sinceramente non so quanti e quali istituti hanno sottoscritto.

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Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata

Sul web ho trovato l’inaugurazione di un baby pit stop nei Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata.

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Galleria d’Arte Moderna a Milano

A giugno 2013 il Comune di Milano ha annunciato la creazione di “happy popping” alla GAM Galleria d’Arte Moderna e al Museo del Novecento: sono andato a controllare e ambedue hanno smantellato le postazioni. Solo alla GAM, accanto al fasciatoio nei bagni (presente anche al Museo del Novecento) rimane la disponibilità di una poltroncina pieghevole che si affaccia sul parco.

Non ho informazioni in più (e anzi chiedo chi ne avesse di mandarmele che le pubblico volentieri), ma comunque non sembra un’iniziativa coronata da successo. Ad oggi credo che le eventuali soluzioni rimangano affidate alla capacità e alla disponibilità del personale in sala che sbriga come può le situazioni.

I musei sono sicuramente alle prese con problemi che evidentemente preoccupano di più, dalla cronica scarsità di fondi alla carenza di personale e di spazio (ma a volte l’ansia di voler usare ogni angolo disponibile per le esposizioni non è sempre felice).

Ma credo sarebbe opportuno configurare i musei come uno spazio accogliente e non solo un austero tempio della cultura, un luogo dove sia piacevole entrare e passare del tempo e non un obbligo di erudizione da compiere in silenzio e in piedi.

Istituire i baby pit stop nei musei sarebbe all’avanguardia (purtroppo) in questa società e questo non sarebbe per niente male…

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2 commenti

  1. Caro Andrea,
    mi sono iscritta al tuo blog MuseoBambino ed oggi ho letto la pagina dedicata al pit-stop mamme.

    Volevo dirti che al MUPRE-Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica a
    Capo di Ponte (BS) in fase di allestimento avevo previsto nei bagni al secondo piano un fasciatoio
    affinchè le mamme con figli piccoli potessero avere uno spazio dedicato.
    Certo non è un pit-stop per allattamento come quelli di cui parli.
    Siccome poi i bimbi crescono e cambiano anche le loro esigenze e le nostre, credo che
    la cosa più importante sia questa: se tutti noi che lavoriamo
    nel settore ci ponessimo domande di vita quotidiana “pratica” e di accessibilità e fruibilità
    per tutti fin dall’inizio degli allestimenti museali o in fase di riallestimento o in occasione di mostre temporanee, molte questioni/problemi sarebbero facilmente superati e i musei sarebbero visti come “case della cultura” e non come “roba ammuffita”.

    Ad ogni modo: bravo per il blog e grazie per sollecitarci. Vai avanti così.

    Ti auguro una buona giornata e a presto. Ciao
    Giusi

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  2. Ciao Andrea! Un paio di mesi fa siamo stati al MART a Rovereto con la piccola Irene (oggi 5 mesi) ed ecco un aggiornamento sugli aspetti baby-friendly.
    Il fasciatoio c’è ed è in una sorta di antibagno comune a uomini e donne, così anche i papà possono cambiare pannolini in tutta tranquillità.
    E c’è una specie di pit stop allattamento, ovvero una stanza che in teoria sarebbe l’infermeria ma che di fatto è dedicata alle mamme che devono allattare. Me ne ha parlato una delle signore addette alla sorveglianza proponendomi di usarla se ne avessi avuto bisogno. Ma Irene ha dormito tutto il tempo: forse la temporanea su De Valle l’ha annoiata!

    Mi piace

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