Silenzio! (nei musei?)

A cosa serve il silenzio in museo? A concentrarsi, rispondono quasi tutti, per apprezzare quello che è esposto. Lo stesso silenzio che serve a un concerto di musica classica (non rock direi!) oppure in biblioteca.

Ma c’è anche il silenzio della disciplina a scuola, o quello timoroso dell’ospedale o del cimitero, o quello riverente e meditativo in chiesa: secondo alcuni il silenzio serve a rispettare la sacralità dell’arte, come se il museo fosse un tempio della cultura.

Non tutti concordano con questa visione sacrale e muta del museo. Perché se il museo vuole essere uno spazio accogliente per il visitatore, allora il silenzio può mettere a disagio ed essere gravoso, può schiacciare.

Paris, Musée du Louvre
Paris, Musée du Louvre

Il museo è un’attività sociale e lo scambio di opinioni e idee, i commenti e le domande fanno parte della sua stessa essenza. Questo vale soprattutto per i bambini, che non riescono a non chiedere o fare domande o dire la propria, ed è proprio questo il bello. Fino a quando non urlano o fanno rumore: quello è in realtà il momento di uscire, perché vuol dire che il loro tempo di attenzione è finito.

Il rumore che infastidisce è spesso quelle delle visite guidate (magari con altoparlante), dei genitori che mollano i figli alla visita guidata e si fanno i fatti loro, delle voci sguaiate che parlano d’altro o conversano al cellulare. Mentre a volte incupisce il silenzio ad esempio di chi, con le cuffie alle orecchie, ascolta una voce che sente solo lui e lo porta in giro per le sale.

Solo in alcuni regolamenti museali esistono articoli come questo: “Nelle sale espositive deve essere mantenuto il silenzio e il comportamento dei visitatori non deve arrecare danni alle opere o disturbo agli altri utenti”. Negli altri si va a soggetto, e il criterio generale è di non arrecare fastidio (a discrezione in pratica di chi controlla le sale).

È importante essere disponibili al chiacchiericcio di sottofondo nelle sale dei musei, perché lo scambio e la condivisione sono il significato profondo delle esposizioni.

Come scrive la Tate Modern di Londra, che dal suo sito invita le famiglie e i bambini a “fare rumore” in sala: It’s OK to talk at Tate!

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