Perché i bambini al museo? Io e Mattia

Con il mestiere che faccio, Mattia ha “visitato” il primo museo a un mese e mezzo di età nel corso dell’inaugurazione di quello di Piadena. E sebbene ora, a poco più di due anni di vita, probabilmente sia già entrato in più musei di molti adulti italiani in tutta la loro vita (si tratta comunque di un numero molto piccolo), l’importante è non forzare e soprattutto non dare la situazione per scontata.

A me i musei piacciono e non solo perché ci lavoro (forse ci lavoro perché mi piacciono!). Credo possano rappresentare un luogo dell’incontro, dell’inclusione e dell’accoglienza, della crescita culturale e dell’apprendimento; proprio in quest’ottica spesso sono anche uno strumento utile per comprendere la comunità che li ospita.

Ma proprio perché come ogni genitore vorrei condividere e trasmettere la stessa passione a mio figlio, con Cinzia cerchiamo di evitare che venga percepito come un’obbligo o un fastidio. Vorremmo che abbia confidenza con il museo, che lo conosca come luogo familiare e non un luogo da evitare (“Poverino! Ma portatelo al parco invece!”), che sia luogo di curiosità e di piacere. Poi da grande sceglierà cosa fare. Un po’ come per i libri nel progetto Nati per leggere, mai abbastanza lodato.

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Civico Museo Archeologico “Platina”, Piadena CR – luglio 2015

È ancora troppo piccolo per un qualsiasi laboratorio/gioco organizzato, e con lui infatti andiamo solo nelle esposizioni in cui ci aspettiamo se non una comprensione, data la piccolissima età, almeno un certo possibile coinvolgimento. Li visitiamo sempre tutti insieme, gli raccontiamo e illustriamo gli oggetti esposti collegandoli alla sua esperienza (mangiare, bere, giocare, viaggiare …); seguiamo le sue curiosità e rispettiamo i suoi tempi uscendo ai primi segni di insofferenza.

Rispetto a una visita “professionale”, questa situazione rappresenta egoisticamente un’esperienza molto meno esaustiva, perciò nei casi di particolare interesse ci alterniamo io e Cinzia con momenti in solitaria. E se proprio mi serve per lavoro mi organizzo per andare da solo.

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Museo Archeologico di Sitia, Creta GR – agosto 2015

Ma quello che potrebbe apparire come una rinuncia o un limite, può invece diventare una risorsa. Non solo il poco tempo a disposizione induce a concentrarsi sugli aspetti più significativi e a non disperdere l’attenzione, ma soprattutto un bambino è un termometro formidabile per la qualità: non ha filtri, non ha sovrastrutture, segue cosa lo incuriosisce e lascia perdere il resto. Con lui ci si accorge subito dei limiti fisici e dei problemi dell’allestimento e anche dell’accoglienza. Ci aiuta a capire cosa funziona e cosa no. A due anni di età ovviamente è tutto ancora limitato, ma già vedo lo spazio museo con una diversa attenzione.

Non tutti i musei hanno avuta la stessa risposta di Mattia, ma il campione è ovviamente piccolo per stabilire definire dei valori, e soprattutto le variabili sono moltissime a partire da come è strutturato il museo stesso. Abbiamo avuto però un buon successo all’Acquario e tutto sommato anche nei musei archeologici, mentre è stato molto faticoso dove gli oggetti erano a portata di mano (sia per noi che dovevamo che evitare che toccasse tutto, sia per lui perché non poteva farlo). Nelle esposizioni di arte contemporanea con installazioni ci sono state forse le visite dove è sembrato più coinvolto, e probabilmente non è casuale: le visite si basano maggiormente sul coinvolgimento emotivo ed esperienziale rispetto a un qualsiasi percorso di arte antica o archeologia o altro, per i quali è necessario un bagaglio culturale o comunque una disposizione ad acquisirlo. Sono perciò probabilmente più immediate, più “facili”, più coinvolgenti.

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Hangar Bicocca, Milano – dicembre 2015

Anche questa è forse già un’indicazione, che peraltro trova riscontro anche nella pratica progettuale contemporanea, sull’importanza dell’esperienza emotiva nelle esposizioni museali.

In ogni caso, sino ad oggi, nei musei Mattia è stato volentieri, si è divertito. Vedremo nei prossimi anni, perché siamo solo agli inizi.

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