Il Museo delle Palafitte di Fiavè

Il Museo delle Palafitte di Fiavè, che avevo visitato qualche anno fa quando il figlio era ancora un desiderio da avverarsi, è un museo che, sebbene non sia stato progettato “per i familybambini”, risulta per loro sicuramente una meta piacevole come testimoniato dal marchio “Family in Trentino”, riconoscimento della valenza didattica del museo.

Dedicato allo scavo di un sito palafitticolo che copre tutta l’Età del Bronzo (dal XVIII al XIII sec.a.C. circa), il percorso si presenta felicemente svincolato dalle tipiche ansie del ricercatore archeologo: la catalogazione tipologica e la sequenza cronologica.

Fiavè (51)
Tipologie dei reperti suddivisi per le fasi del sito

Fiavè (54)Superata le sezioni iniziali dedicate agli scavi e alla tipologia e cronologia dei reperti, il museo si caratterizza per un approccio sistemico organizzato per temi funzionali: la cucina, le frecce e la caccia, la produzione delle asce, etc.

Certo questo museo è avvantaggiato non solo – come già detto – da un periodo cronologico tutto sommato omogeneo e definito, ma anche dalla particolarità dei reperti: la torba ha conservato gli oggetti in materiale organico, soprattutto in legno, che solitamente in un contesto archeologico si dissolvono. Ecco allora tutta una serie di manufatti incredibili che completano un panorama solitamente composto da cocci, metalli, ossa e pietra: cesti di rami intrecciati, ciotole e attrezzi vari in legno, manufatti completi – non la lama di pietra, per intenderci, ma proprio l’intera ascia immanicata.

Fiavè (70)Fiavè (66)L’apparato informativo è esauriente e diversificato, assolutamente non invasivo o verboso, formato da brevi testi integrati da filmati e plastici. Nessun fastidioso apparato digitale, ma sportelli da girare, cassetti da aprire, pannelli da spostare.

Ne consegue un museo assolutamente godibile, piacevole nella visita e in grado di informare senza schiacciare sotto un mare di cocci e informazioni specialistiche, ingrado di essere apprezzato anche da un bambino proprio per la sua capacità di far conoscere il passato attraverso le funzioni più comprensibili. Ma senza neppure deludere l’appassionato o il professionista, vista la qualità dei ritrovamenti esposti e la chiarezza lineare dell’impostazione.

Gli unici appunti stanno magari nel percorso un po’ stretto e carico di “suggestioni” e nelle vetrine che mi sembrano un po’ troppo alte per i bambini, specialmente i più piccoli, ma è possibile sia solo una mia impressione visto che nessuno sembra lamentarsene.

Fiavè (96)All’interno di un percorso strutturato per un pubblico adulto, si trovano comunque delle “isole” per bambini ma soprattutto dei bellissimi armadietti con sportelli all’interno dei quali vi sono giocattoli in plastica che, in corrispondenza di gruppi di reperti, illustrano ai bambini le stesse funzioni ma con oggetti contemporanei (un giorno scriverò di un mio vecchio lavoro “Antico vecchio moderno”).

Fiavè (79)Fiavè (76)Oltre ai laboratori, di cui però solitamente non tratto in questo blog, è a disposizione delle famiglie anche un gioco: un “memory” con le immagini che illustrano oggetti del museo.

Attenzione però: il museo è chiuso nei mesi invernali.

Qui sotto un video da “Il Trentino dei bambini”

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