Museo Egizio Torino. Peccato per la poca attenzione ai bambini

Decisamente elegante il nuovo Museo Egizio di Torino. Avevo presente il vecchio solo per una veloce visita di qualche anno fa: il nuovo allestimento ha sicuramente perso il fascino polveroso delle vecchie vetrine in legno, ma ci ha guadagnato in chiarezza, pulizia formale e organizzazione.

Avrei qualche appunto sui pannelli a vetro poco leggibili e sull’illuminazione con faretti dal soffitto, che crea ombre spesso un po’ troppo invadenti, ma niente di importante.

torino-museo-egizio-2016-55Certo, la collezione ha il “limite” di presentare praticamente solo reperti da corredi funerari, ma questi sono di una qualità strepitosa e in grado, spesso, di offrire la possibilità di affrontare i vari aspetti delle attività umane..

torino-museo-egizio-2016-37Non riesco però nascondere che la mia grande delusione è stata, a dispetto di un fascino inossidabile dei bambini per mummie&C., per una scarsa attenzione per il pubblico dei più piccoli.

Non solo talvolta i reperti stanno sui ripiani alti e non sono sostanzialmente visibili, ma soprattutto non vi è nessun intervento che aiutino la comprensione, a inserirli in un contesto di ricerca o di utilizzo. Mancano disegni, plastici, filmati, ricostruzioni o schede didattiche: gli oggetti sono sostanzialmente offerti per una visione estetica con il solo supporto di didascalie e brevi testi in un ambiente un po’ freddo e formale, dove i toni di grigio prevalgono.

L’informazione è in gran parte affidata alle audioguide: il testo è unico senza una versione per i più giovani e mancano le cuffie: l’effetto è quello classico del visitatore con lo sguardo fisso con in più la “radiolina” all’orecchio (come i nonni che ascoltavano le partite negli anni Settanta).

torino-museo-egizio-2016-64torino-museo-egizio-2016-41Ho cercato il “triangolo rosso” che avverte il pubblico della presenza dei resti umani: non lo scopo sia veramente per evitare traumi ai più impressionabili (con rarissimi casi enfatizzati in passato), più probabilmente serve per mediare una decisione presa dalla vecchia direzione del 2012, che affermava di non voler più esporre le mummie a partire dal 2015 perché “esporre cadaveri non è dignitoso”. In effetti le problematiche sull’esposizione dei resti umani in contesti museali sono un tema assai complesso e interessante, ma in Italia purtroppo è appena accennato.

torino-museo-egizio-2016-56I “triangoli rossi” sono posti in alto sulle vetrine, e se non lo avessi saputo prima non me ne sarei accorto e forse neppure avrei capito il senso.

pimpaSono presenti i fasciatoi e al bookshop si trova un libretto della Pimpa dedicato al museo.

Il Museo gode di un enorme successo (dalla riapertura un milione di visitatori in poco più di un anno) e, ammettendo che TripAdvisor sia un attendibile strumento di valutazione, alla data di oggi oltre 9000 commenti lo danno tra “eccellente” e “molto buono”, e le poche critiche (solo 248 tra “scarso” e “pessimo”) riguardano soprattutto l’audioguida e la ripetitività dei reperti.

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