libri: “Sorprese al museo” di Federico Appel e Francesca Carabelli

Mi era colpevolmente sfuggito questo bel libretto, pubblicato nel 2015 da Sinnos. Oppure è purtroppo poco distribuito nei book-shop dei musei, ed è un peccato.

I disegni sono simpatici, la storia forse non è nuovissima ma funziona: c’è un mistero da scoprire che appassiona la piccola Flora la quale, inizialmente obbligata a visitare al museo, attraversa poi curiosa e partecipe le diverse sale fino alla soluzione finale (niente spoiler!).

Se il rapporto con le opere esposte è puramente strumentale al racconto, l’aspetto forse più interessante è il differente approccio verso il museo che hanno i genitori (gli adulti in generale?) rispetto alla figlia (i bambini?)

Quanto i primi sono seriosi, compiti e impostati, («sarà interessante e istruttivo! Pensa a quante cose potrai raccontare alla maestra!»), tanto Flora supera in fretta la sua diffidenza per divertirsi un sacco: «Sono stata impegnatissima: ho lottato con una tigre, evitato le frecce avvelenate di un pellirossa, corso più veloce delle macchine della Millemiglia…». Un’incomunicabilità che rimane fino alla fine, due diversi approcci al museo che convivono, ma non sembrano intrecciarsi. Ed è inutile sottolineare che gli autori e noi lettori stiamo con Flora…

Il libro fa parte della collana Leggimi, che segue i criteri di alta leggibilità, in questo volume per chi ha appena cominciato a leggere: il carattere è stato progettato per lettori dislessici e, in generale, si tratta di libri strutturati su criteri specifici (che allego qui sotto)

  • Storie brillanti, non banali, che vengono però pensate, scritte e redazionate in modo da poter avvicinare alla lettura anche chi (…) non si trova particolarmente a suo agio con i libri.
  • La struttura narrativa, non rinunciando alla complessità, è costruita in maniera lineare. (…)
  • Il testo non è giustificato, così che le parole non vengono spezzate e il flusso della lettura non subisca interruzioni ulteriori.
  • La spaziatura tra le singole lettere, tra le parole, tra le righe, e tra i paragrafi è calibrata in maniera diversa rispetto alle normali convenzioni editoriali, così da avere un impaginato arioso, in grado di smontare (con pause meditate) il meccanismo di ansia che una pagina piena può produrre.
  • La divisione in paragrafi sottolinea i cambi di soggetto, di scena, le svolte narrative.
  • I libri sono stampati su carta avoriata, così che l’occhio non si stanchi e possa concentrarsi sulle parole e sono arricchiti da illustrazioni che accompagnano puntualmente il testo, senza interromperlo ma valorizzandone alcuni elementi

E mi verrebbe da dire che alcuni di questi criteri anche sulla pannellistica in mostra, spesso incline a vezzi estetici decisamente illeggibili.

Federico Appel, Sorprese al museo, illustrazioni di Francesca Carabelli, Roma 2015, edizioni Sinnos, 32 pp., 7 euro.

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