Come ti abbasso il quadro. Il caso della Tebaide agli Uffizi

Quando ero piccolo e miei genitori mi portarono agli Uffizi, pare mi lamentassi del dolore al collo perché i quadri erano troppo in alto. Ricordi personali a parte, tendenzialmente nulla è cambiato e i musei di arte sono ancora oggi arredati sostanzialmente per un pubblico adulto. Se i progettisti più accorti sanno offrire soluzioni nelle vetrine e negli espositori per venire alle esigenze di tutti i visitatori, è molto più difficile intervenire sulle altezze dei quadri.

Sicuramente stimolante è perciò la scelta degli Uffizi di allestire la Tebaide, tempera su tavola di Giovanni da Fiesole detto Beato Angelico, a 65 cm da terra per poter essere apprezzata da un pubblico di bambini. Un cristallo antiriflesso e antisfondamento protegge l’opera dalle mani curiose: è vero che il tatto è uno dei sensi usati dai più piccoli per conoscere il mondo, ma qui si parla di una tavola Quattrocentesca… .

“Così, da oggi possiamo dire di essere il primo museo al mondo con un capolavoro a ‘misura di bambino’.”

Perché la Tebaide? Gli “esperti del dipartimento per l’Educazione” avevano segnalato che è “l’opera prediletta dai bimbi che entrano in Galleria”, ma è anche vero che lo sviluppo orizzontale della tavola ha favorito questa scelta. Con un quadro verticale sarebbe stato tutto praticamente inutile.Ma poi: è davvero utile per i bambini? Gli Uffizi sono un museo enorme con migliaia di opere esposte, e basta dare un’occhiata ai vari blog di mamme per vedere come si approcciano timorose a una visita: la dimensione spaziale, la quantità dell’offerta, le lunghe attese e la mancanza di spazi per i più piccoli (sedute, arie sosta, etc.) spaventano e intimoriscono. Ma anche, a parte un paio di fascicoletti scaricabili dal sito (“Mostri” e “Fiori” – quest’ultimo forse un pochino noioso), la mancanza di supporti per la visita di una famiglia che non annoveri uno storico dell’arte all’interno.

Questa collocazione è una soluzione? È una proposta interessante, magari stimolante, ma è solo una piccola installazione in un museo enorme che inoltre – a ben guardare – ne pregiudica la visione agli adulti (mi hanno fatto notare gli adulti senza bambini!).

Sarebbero ben altri gli interventi per rendere la visita più piacevole, senza spostare le opere ma offrendo ai visitatori con bambini tutti quei servizi e quegli spazi che spesso nei grandi musei stranieri si possono trovare (e che non sono le visite guidate).

Personalmente sono poi tendenzialmente scettico verso i musei “a misura di bambino”, sorta di casa delle bambole dove la realtà è reinterpretata per i più piccoli: il museo deve essere un’esperienza circolare dove i bambini si confrontano con le esigenze degli adulti e gli adulti con quelle dei bambini. Per una conoscenza a più livelli.

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